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Battesimo del Signore – Santa Messa ore 11

8 Gennaio 2017 @ 11:00

Durante la liturgia il Gruppo Vocale Gruppo Vocale Heinrich Schütz, diretto da Roberto Bonato, esegue la Messa a 7 voci “Praeter rerum seriem”  di Cipriano De Rore (1516 -1565)

 

Cipriano de Rore (1516-1565) e la Missa Praeter rerum seriem

Segnalatosi come enfant prodige, da fanciullo cantore in Nôtre Dame di Anversa, l’autore passò alla scuola di Adriano Willaert a Venezia, in S. Marco. Era già comunque molto ben versato nelle tecniche polifoniche prima di giungere in Italia nel ’34 (attesta Luzzasco). Lì si trovò ad avere come compagni di scuola: Nicola Vicentino, Costanzo Porta, Gioseffo Zarlino, Andrea Gabrieli, Claudio Merulo, Philippe Verdelot.  Willaert stesso avrebbe poi affermato «non essere usciti dalla sua scuola migliori allievi del Porta e di Cipriano de Rore».

Nel breve spazio di tempo che intercorse tra il 1540 circa e il 1565, Cipriano de Rore innovò così rapidamente e radicalmente il concetto di polifonia che Monteverdi, parecchi anni dopo, nella dichiarazione pubblicata da suo fratello[1] Giulio Cesare in calce agli Scherzi Musicali a tre voci (1607), poté additare in lui l’iniziatore della “seconda prattica”.

Nel 1546 giunse a Ferrara e vi rimase una decina d’anni.

Se per il madrigale è considerato l’iniziatore della ‘seconda prattica’, nel campo della musica sacra, trovandosi ad occupare il posto che fu di Josquin a Ferrara, Cipriano appare più conservatore [sacro, del resto, è tutto ciò che non è intaccato dal trascorrere del tempo]: conservatore della cifra più alta, dall’equilibrio più nobile ed elegante mai registrato fino ad allora, quello di Josquin.

Fu probabilmente alla fine del suo servizio a Ferrara che Rore celebrò Ercole II con questa messa basata sul mottetto di Josquin Prater rerum seriem; Ercole II scelse poi questa, appunto, per farne dono ad Alberto V di Baviera, grande patrono di Orlando di Lasso (la lettera di ringraziamento, datata 25 aprile 1557, ne espresse calda ammirazione). Fervente ammiratore dell’arte di Cipriano, l’elettore dispose allora che si compilasse il famoso Codice Rore[2] di Monaco, illustrato con sontuose miniature da Hans Mielich, pittore della corte di Baviera e genero di Lasso; il manoscritto contiene, fra l’altro, ventisei mottetti di Rore.

Il Cantus Firmus ripete sempre il proprio testo: Hercules secundus, dux Ferrariae quartus, vivit et vivet.

(Pochi anni dopo, il ‘compagno di scuola’ Costanzo Porta produsse analoga composizione in onore di Cosimo I, granduca di Toscana, a 13 voci: tre cori a quattro sul Tenor: Protege Cosmum ducem, principemque  Franciscus).

[1] Dichiarazione della Lettera stampata nel V libro dei suoi madrigali. Fu dalle stampe pubblicata alcuni mesi addietro una lettera di Claudio Monteverdi…

[2] completato nel dicembre ‘59

Dettagli

Data:
8 Gennaio 2017
Ora:
11:00
Categoria Evento:

Organizzatore

Padri Agostiniani
Telefono:
051/225970
Email:
conventosgiacomomaggiore@tin.it

Luogo

Tempio di San Giacomo Maggiore
Piazza Rossini
Bologna, BO 40126 Italia
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